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L’architetto dei Labirinti

TRAMA
In questo nuovo romanzo, Joe incappa in un cliente assai strano: un vero architetto di labirinti fatti di siepi ben sagomate che desidera divorziare nel modo il più indolore possibile.
E mentre il nostro Joe, da bravo avvocato, s’ingegna nel trovare una scappatoia per il suo cliente, si imbatte in una serie di inquietanti omicidi che lo portano man mano a seguire varie piste.  Ma …. non sempre le persone e gli eventi sono come appaiono!

Rivista On-Line: “La Rivista”, Marinella Zetti – Milano

Non avevo mai letto un romanzo di Marcella Nardi e non sono un’appassionata di legal thriller, ho rischiato e ho fatto bene. “L’architetto dei Labirinti” è il secondo legal thriller della serie dedicata a Joe Spark, un avvocato abbastanza diverso dai suoi colleghi. Per lui più che il cliente è importante conoscere la verità e fare giustizia. E persevera sulla sua strada anche se le indagini rischiano di danneggiare il suo assistito. È quello che accade con Eddy Robbins, un architetto di labirinti, che vuole solo divorziare nel modo più indolore possibile. Così inizia la seconda avventura di Spark che, mentre studia la soluzione migliore per il suo cliente, si ritrova a indagare su tre omicidi. E non aggiungerò altro sulla trama. Però posso dirvi che il nostro avvocato non sa resistere al fascino di un omicidio, pensate cosa può fare se sono tre. Vivendo negli Stati Uniti, Marcella Nardi ha fatto bene a creare una serie con un avvocato come protagonista, anche se assomiglia poco a quelli che vediamo nei telefilm. Joe è caparbio e ossessionato dai particolari. Pregi o difetti che lo aiutano a scoprire la verità che a volte però si rivela scomoda e dolorosa. Sicuramente il romanzo di Nardi non è scontato, infatti, il lettore pensa di aver scoperto tutto l’inghippo, invece si rende conto che è solo un trappolone messo a punto egregiamente dall’autrice. Ho molto apprezzato anche l’ambientazione: sia Alki, il paesino nella baia di Seattle, dove vive Joe sia l’abitazione ricavata dalla chiesa sconsacrata del Buon Pastore dove si svolgono parti importanti del poliziesco. E poi c’è il lato romantico con i tentativi di Spark di avvicinare Kathleen Law, un’avvocatessa specializzata in diritti civili. Ma per i due non è facile: lui continua a pensare alla prima moglie che è stata assassinata e lei a vicende poco piacevoli che rendono difficile lasciarsi andare con Joe. E poi ci sono tanti altri personaggi secondari che arricchiscono la trama e l’intreccio narrativo.E se non vi piacciono gli avvocati, potete ripiegare sulle indagini della commissaria Marcella Randi all’ombra della Madonnina.

FLbookblogger di Martina Felice.

Come sempre Marcella Nardi è una garanzia nel genere Giallo. Un romanzo da leggere tutto d’un fiato. Un’altra opera che ti permette di apprezzare il genere ed un romanzo che permette anche di far avvicinare quanti come me solitamente sono attratti da altre tipologie. Ho avuto modo di apprezzare la penna della Nardi nel primo episodio delle avventure di Joe Spark con “Omicidio all’Ombra dello Space Needle” ed è stato inevitabile immergermi insieme all’avvocato nella nuova avventura. Finalmente è stato dato anche un po’ di spazio alla vita amorosa del nostro protagonista.
Avvocato penalista, Giuseppe Campanelli – Roma
Sapere che anche un AVVOCATO PENALISTA lo consiglia agli amici avvocati… e’ impagabile!
“È stato un piacere collaborare all’Architetto dei Labirinti, un giallo emozionante che, non casualmente, sta spopolando nelle classifiche di vendita di Amazon. Possono leggerlo anche gli avvocati, perché non troveranno oltraggi alla procedura”
Scrittore, Sergio Bertoni  – Napoli
Come al solito la inesauribile fantasia di Marcella Nardi ci trasporta in un altro complicato caso di omicidi plurimi che inducono il lettore a sforzarsi di identificare il vero assassino responsabile senza peraltro riuscirci mai. Questa nuova serie di legal thriller in cui l’avvocato Joe Spark si sforza di investigare, sia per proteggere i propri clienti sia per individuare il vero colpevole, è particolarmente intrigante e complessa. Molto ben delineate tutte le figure, sia del protagonista sia dei comprimari ognuno dei quali presenta quelle caratteristiche che fanno parte dei vari personaggi che incontriamo nel corso della vita. Gelosia, sofferenze, tradimenti, problemi esistenziali, che sono come sempre perfettamente delineati e ci introducono in un mondo che pur con le caratteristiche specifiche di un ambiente americano ricorda molto i diversi aspetti della vita vera con cui ogni giorno ognuno di noi deve lottare. L’ottima e frizzante scrittura dell’autrice induce il lettore a non sollevare gli occhi dal libro, avvinto dalla curiosità di comprendere e riuscire a penetrare tutte le varie complesse situazioni che si sviluppano in una serie infinita di misteri.
Blog LiberaLibri, Marco Rampazzo
Un avvocato, un cliente, un caso di divorzio.
Ma … se l’avvocato è Joe Spark e l’autrice è Marcella Nardi, niente è come sembra!
Un legal thriller mozzafiato, dalla nuova serie americana di Marcella Nardi.
Inutile dire che l’ho letto tutto d’un fiato.

La seconda segnalazione di oggi va a Marcella Nardi, amica e follower di LiberaLibri, con il suo ultimo romanzo “L’architetto dei labirinti”.
Con questo libro, il secondo della serie delle indagini dell’avvocato Joe Spark, la nostra autrice ci porta in una Seattle contemporanea, già vista nel primo romanzo della serie.

Si tratta di un Legal Thriller, in cui il protagonista è l’avvocato penalista Joe Spark.
Cinquant’anni, alto, capelli ricci nero corvino, un accenno di barba e baffi e un paio di penetranti occhi azzurri. Vive ad Alki, un ridente paesino affacciato sulla baia di Seattle.
Joe detesta cordialmente la tecnologia e ama le belle donne.
La sua maggiore passione è però quella delle investigazioni che lo vede spesso nei panni del detective.
“Le indagini dell’avvocato Joe Spark” è la seconda serie poliziesca creata da Marcella: la prima, ambientata in Italia, è quella legata al commissario Marcella Randi.
Perché quindi una nuova serie, parallela a quella italiana, e per di più con l’approdo al genere del Legal Thriller?
Lasciamo la parola alla nostra autrice: “Il genere del thriller legale mi affascina perché le indagini vengono svolte da avvocati e spesso, non come in questo romanzo, i casi si svolgono dentro e attorno ai tribunali: luoghi dove il concetto astratto di giustizia dovrebbe rivestirsi di realtà, e invece, ahimè, in un processo spesso vince chi ha la miglior favella. Il grande Cicerone insegna!”.

Magazine online “IL FONT“.

Un intreccio ardito lega le vite dei personaggi di Marcella Nardi

Da questo momento in poi Joe Spark veste i panni del detective e non lesina indagini accurate, che lo portano a scoprire la falsità che spesso accompagna i comportamenti umani e rende le persone ben diverse all’apparenza rispetto a ciò che sono realmente.
La sua caparbietà, l’ossessione per i particolari, l’attenzione costante e attiva su tutto quanto lo circonda, non possono che portarlo a scoprire la verità, più amara di quanto avrebbe potuto immaginare, perché in fondo la banalità del male non ci appare mai scontata.
Nel corso della vicenda Spark ha modo di ripensare anche alla sua vita personale, al suo desiderio di avvicinarsi sempre più alla collega Kathleen Law, cercando di rimuovere il ricordo della sua prima moglie, morta assassinata dopo averlo lasciato.
Ma anche Kathleen ha alle spalle una vicenda che brucia ancora e che le impedisce di dare libero sfogo ai suoi sentimenti e al desiderio che prova per lui.
Marcella Nardi ha complicato la vita del suo affascinante quasi cinquantenne rendendolo ipocondriaco, vittima della sua paura delle malattie, il che rinsalda la sua amicizia con Theodor Nielsen, il medico che si ricaverà un suo importante spazio nella conclusione della vicenda.
Seguendo le regole del buon legal thriller, Marcella Nardi ci offre una vicenda che ruota intorno a un avvocato, sebbene in questo caso tutto si svolga al di fuori dei tribunali, con un caso complesso che sarà sbrogliato grazie alla sua collaborazione implicita con la polizia.
Non mancano macchinazioni alle spalle di vittime innocenti, tentativi di frode con annesso ipotetico omicidio, rancori vecchi e mai sopiti, donne perfide e calcolatrici, dosati nella giusta misura in attesa del colpo di scena finale: e il giallo è servito.
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Morte all’Ombra dello Space Needle

TRAMA
Joe Spark incappa in un anziano signore dai modi strani che, dopo il pensionamento e la morte della moglie, decide di darsi allo studio dei crimini per i quali, a suo dire, è stata condannata la persona sbagliata.
Joe Spark viene irretito da quest’uomo in un “cold case”, un omicidio avvenuto trent’anni prima, e soprannominato dalla stampa “Lo strangolamento all’ombra dello Space Needle”. Una giovane donna era stata trovata strangolata nell’area che circonda la famosa torre di Seattle, lo Space Needle. A processo concluso, era stato condannato un giovane, un vicino di casa della ragazza.
Ma fu fatta vera giustizia? Forse no…
Lo strano signore convince Joe Spark ad aiutarlo nel riabilitare il nome del giovane, ingiustamente condannato e morto suicida poco dopo l’incarcerazione. Il vero assassino è ancora in libertà.
Una serie di eventi inattesi travolge l’avvocato Spark durante le indagini. Emergono nuovi elementi che lo portano a cambiare idea su come agire dopo aver scoperto il vero assassino di quella giovane ragazza.
Ma le sorprese non finiscono qui…

FLbookblogger di Martina Felice.
Una domanda che spesso ci si pone in merito ai gialli è “Esiste il delitto perfetto?”
Sicuramente l’uomo è un essere imperfetto per natura e anche in un omicidio ben studiato, prima o poi può commettere un errore. Quindi sebbene in apparenza, si, il delitto perfetto potrebbe esistere e chi lo commette pensa di poterla fare franca, nella realtà dei fatti così non è. Basterebbe che qualcuno, per interesse, per passione o per mera confessione, cominciasse a scavare per poter portare a galla verità nascoste ed assopite da anni. Questo è proprio il caso del romanzo mystery, crime, legal thriller “Morte all’Ombra dello Space Needle” di Marcella Nardi.
Sandra Taylor una ragazza di sedici anni, amata dal padre come una dea, perfetta agli occhi di chiunque la conosceva e dal fascino ammaliante venne ritrovata, il 28 febbraio 1989, strangolata ai piedi dello Space Needle di Seattle.
Subito fu accusato il suo vicino di casa David Bolan che era innamorato dalla giovane, dalla quale, però, era stato respinto. David Bolan aveva per tanto un movente ed anche delle condanne precedenti: una per atti osceni davanti ad una donna che portava a spasso il proprio cane al Green Lake Park e l’altra per il furto di un paio di mutandine femminili da una vicina lavanderia a gettoni. Inoltre, motivo ulteriore che portò all’arresto di David Bolan fu la sua confessione, che tentò di ritrattare in una sola occasione prima di riconfermare poi la sua colpevolezza. Crimine lineare, nulla di eclatante, del quale i giornali non avrebbero mai parlato se non che la giovane Taylor fosse la figlia di un famoso luminare accademico Rudy Taylor. Il caso si concluse facilmente senza ulteriori indagini, venne archiviato e dimenticato. Tuttavia, si è consapevoli del fatto che, per quanto la verità possa essere coperta, prima o poi viene sempre a galla. Trent’anni dopo Andrew Robinson, un anziano signore in pensione amante dei delitti, comincia ad indagare sulla storia dello strangolamento dello Space Needle, poiché ritenne che la faccenda fu archiviata troppo velocemente e che le indagini furono parecchio superficiali. Contattò così l’avvocato penalista Joe Spark che aveva rilevato tutte le pratiche di Eldon Kafca il quale era stato il difensore di David Bolan ed ora in pensione, poiché Joe era l’unico che potesse in qualche modo avere accesso a quelle pratiche. Joe Spark inizialmente fu riluttante e non trovò interessante occuparsi di un caso di tre decadi precedenti, ma Robinson seppe essere molto convincente, così il penalista si trasformò in un detective in piena regola. Le scoperte che Joe Spark avrebbe fatto non sarebbero state da poco, a partire dal fatto che Sandra Taylor non era poi la ragazza dolce ed adorabile che tutti amavano, aveva segreti inimmaginabili e forse davvero David Bolan era innocente. Allora chi aveva ucciso la ragazza? Un’avvincente storia di mistero, che si intreccerà con altre storie di omicidi, come quella di Warren Hull agente del gruppo musicale dei Billy Brothers, apparentemente perfetti, irrisolti.
Personalmente devo confessare che non sono una grande amante dei gialli, ciò non toglie che non mi privo di leggerli e devo dire che la penna della Nardi è davvero unica e coinvolgente. Ho divorato in suo libro in pochissimi giorni. Ogni capitolo mi incuriosiva al punto da non riuscire a staccare gli occhi e proseguivo spedita come un treno in corsa. Ho apprezzato davvero la storia amando ed odiando, quando opportuno, qualche personaggio e proprio quando tutto potesse sembrare chiaro e concluso ecco il colpo di scena finale che ti spiazza.
Senza alcun dubbio “Morte all’Ombra dello Space Needle” è un romanzo da leggere e da avere nelle nostre librerie. Assegno le piene 5 stelle *****
Blog “Les fleurs du mal”, recensione di Francesca Giovannetti
Nei pressi del simbolo di Seattle viene ritrovato il corpo di una giovane ragazza. L’assassino confessa, per suicidarsi in prigione subito dopo la sentenza. Sembra un caso chiuso fino a quando, trent’anni dopo, viene preso di nuovo in mano dall’avvocato Joe Spark, investigatore dilettante, spinto dalle insinuazioni dell’anziano Andrew Robinson. Inizia così questa indagine, nel pieno stile di ricostruzione di un cold case, per fare luce sui lati oscuri del delitto.
Una trama avvincente e solida, con un finale decisamente spiazzante, come si conviene a un giallo ben scritto. I personaggi sono delineati con abilità. Ognuno di questi ha una sua caratteristica, un gesto, un tratto somatico, che li rende immediatamente riconoscibili al lettore. Uno dei pregi che più colpiscono, in questo libro, è la capacità dell’autrice di creare scene e ambientazioni in maniera vivida e vitale: il lettore le vede, curioso spettatore di un intricato mistero da risolvere. Passo passo, conosciamo Joe Sparks e tutto il mondo che lui vive: è un personaggio carismatico, arguto, perspicace, con un’intelligenza fuori dal comune e un’attenzione ai dettagli invidiabile. L’autrice guida nelle danze i suoi personaggi e il lettore con una scioltezza molto accurata. A dare inizio a tutto, un altro personaggio molto originale, Andrew Robinson, un anziano tipografo in pensione; enigmatico e ambiguo, suscita sentimenti contrastanti nel lettore. Altro punto di forza sono i dialoghi efficaci e ben dosati.
Per ultimo, ma assolutamente non per importanza (tutt’altro!) è il messaggio. Il colpevole perfetto non sempre si rivela quello reale. Joe Spark lotta contro avvocati, detective e giornalisti che seguirono il caso, tutti convinti della colpevolezza di un giovane. Come resistere a una confessione di un tipo “strambo”? Perché scavare dentro ciò che è all’apparenza sistemato? È l’istinto di Joe Spark, tenace fino al midollo, a non mollare e a dimostrare che forse, con un pizzico di attenzione in più e una valanga di pregiudizi in meno, la verità è in grado di riemergere, anche dopo trent’anni. Niente è come sembra o come avremmo desiderato che fosse.
Scrittore, Sergio Bertoni  – Napoli
Joe Spark, un moderno avvocato penalista di Seattle, è talmente attratto dalla sua passione per la giustizia, quella vera, non quella che a volte emerge nei tribunali, che spesso nel corso del suo lavoro si trova trascinato e coinvolto in una serie di indagini nei quali la sua sfrenata curiosità lo immerge interamente. Molti anni prima, quasi trenta, una giovane ragazza di sedici anni è stata strangolata nei pressi dello Space Needle (ago spaziale), una torre che è il principale simbolo della città di Seattle. L’omicidio della fanciulla è stato risolto da tempo, l’assassino, reo confesso, è stato quasi subito individuato e condannato. Siamo ora ai giorni nostri e uno strano anziano signore avvicina l’avvocato Spark e gli insinua il dubbio che il colpevole di quell’antico omicidio non sia mai stato individuato e che un innocente sia stato quindi ingiustamente rinchiuso in galera. Questo l’antefatto sul quale non intendo aggiungere altro per evitare di fare spoiler. Quello che avviene dopo è che il lettore viene coinvolto in una incredibile serie di ricerche, di colpi di scena, di personaggi sempre più vari e diversi, descritti con tale minuziosità che ci si immerge totalmente nella vicenda, entrando a farne parte in un modo così coinvolgente da non riuscire a distogliere gli occhi dal testo. A quell’antico omicidio, sul quale l’avvocato inizia a indagare, seguono altre morti misteriose. Si tratta di eventi naturali o di ulteriori efferati delitti, concatenati con un vecchio caso che sembrava ormai chiuso e dimenticato? L’autrice non lascia tregua al povero lettore che, persino nell’ultima pagina del romanzo, è sconvolto da una ulteriore incredibile rivelazione. Un Legal thriller indimenticabile che gli appassionati del genere non possono assolutamente perdere.
Un Legal/Thriller pieno di sorprese!
Questo romanzo è davvero ben strutturato, incalzante, scorrevole e con una trama avvincente. E’ un romanzo non lineare, che si svolge su più livelli e i dialoghi, i personaggi, le scene non sono lasciate al caso, ma tutte sono ben organizzate per far crescere nel lettore la suspence e la curiosità di investigare, farsi domande per arrivare anche lui, attivamente alla scoperta dell’assassino. I colpi di scena non mancano ed è presente anche una velata storia romantica.Finale sorprendente!

Il protagonista di questo romanzo è un avvocato di nome Joe Spark. Dopo la sua ultima vittoria schiacciante in tribunale, conosce per caso Andrew Robinson, il quale informa l’avvocato che sta indagando sull’omicidio di Sandra Taylor una ragazzina sedicenne di famiglia benestante; delitto avvenuto trent’anni prima e che fece molto scalpore a quell’epoca e proprio per questo che la stampa lo definì Lo strangolamento all’ombra dello Space Needle“; ed aggiunge, inoltre, che ha bisogno del suo aiuto per risolvere questo caso.

<< Infatti. E per me è proprio questo il fascino dell’omicidio di Sandra Taylor. Non voglio sostenere che la mia sia una crociata morale, e non pretendo di condividere la sua dedizione al trionfo della giustizia. Ma trovo il delitto irresistibile… e in particolare il delitto perfetto.>>
<< Nessuno, da quel che ricordo, ha mai parlato dello strangolamento dello Space Needle come di un delitto perfetto.>>
<< Lei non vuol capire, signor Spark. Se partiamo dal presupposto che Bolan era innocente, la conclusione è inevitabile.>>
Robinson digrignò i denti: <<Il vero colpevole la fece franca>>.

Chi ama i libri gialli, deve avere questo libro nella sua libreria. Non se ne pentirà.

Scrittrice, Fiammetta Murino Rossi

“Letto d’un fiato, le vicende si susseguono una dietro l’altra e quando pensi di avere il colpevole…ecco che le carte in tavola si ribaltano facendoti vedere cose cui prima non avevi dato credito. Un giallo intrigante con diversi colpi di scena e storie che si intersecano tra loro creando suspense e mistero.”
Un mio lettore.
  • Era da un po che cercavo un legal triller che mi facesse venire voglia di essere letto!!! Un mio caro amico mi ha consigliato questo autore che non conoscevo, dopo aver cercato qualche recensione la mia attenzione è stata catturata dal presupposto della vicenda “Non voglio sostenere che la mia sia una crociata morale, e non pretendo di condividere la sua dedizione al trionfo della giustizia. Ma trovo il delitto irresistibile… e in particolare il delitto perfetto”. Con questo presupposto non ho saputo resistere!!! Il romanzo ambientato a Seattle è incalzante, la trama è avvincente e ben strutturata, o non è lineare!! L’autore, dietro una velata storia romantica, ha saputo tenere la tensione sempre alta con molti colpi di scena catapultandomi nel personaggio dell’avvocato/investigatore…..gli eventi nuovi e mutevoli lo portano a cambiare il modo di agire durante le sue indagini…. La trama si infittisce il romanzo è incalzante….. Lo consiglio vivamente!!
  • Non leggevo un libro così da anni. Investigare attraverso gli occhi di Joe Spark è un’esperienza che consiglio a tutti. Momenti avvincenti, scoperte e riscoperte. Un delitto efferato che riemerge dopo anni, il passato viene messo in dubbio e il presente è un continuo susseguirsi di eventi imprevedibili. Ci ho messo poco a leggerlo perché una volta che inizi ti catapulti in un atmosfera unica ed intrigante. E’ un giallo come si deve, nel vero senso della parola (o del genere), per me ha tutte le carte in regola per diventare un classico.
Un mio lettore.
Non leggevo un libro così da anni.
Investigare attraverso gli occhi di Joe Spark è un’esperienza che consiglio a tutti. Momenti avvincenti, scoperte e riscoperte. Un delitto efferato che riemerge dopo anni, il passato viene messo in dubbio e il presente è un continuo susseguirsi di eventi imprevedibili. Ci ho messo poco a leggerlo perché una volta che inizi ti catapulti in un atmosfera unica ed intrigante.
E’ un giallo come si deve, nel vero senso della parola (o del genere), per me ha tutte le carte in regola per diventare un classico.
Poetessa, Valentina Barletta – Milano
Chi ha ucciso Sandra Taylor? Sicuramente, se vi dicessi la risposta evitereste di essere investigatori come l’Avvocato Joe Spark. Questo romanzo un legal thriller infatti, risulta essere così travolgente e impressionante tanto da coinvolgere il lettore, fino a fargli dimenticare di essere soltanto uno spettatore della vicenda.

Ma perchè vi dico questo?

Tutto ruota in torno ad un caso che pareva essersi ”dimenticato nell’oblio ” in quanto risolto trent’anni fa… o forse no. Forse, la verità era sempre stata celata dal tempo. L’omicidio avvenuto nei confronti di Sandra Taylor venne reso pubblico sui giornali come la “Lo strangolamento nell’ Ombra dello Space Needle”. Eppure, mai si sarebbe pensato che a distanza di ben trent’anni, il colpevole non era di certo il vicino di casa che prese dalla stessa Sandra un bel due di picche. David Bolan, accusato di omicidio per strangolamento risulta essere una delle tante vittime, che per via dell’Ingiustizia subita e delle accuse ricevute, seppure innocente, si ammazza dalla disperazione per le calunnie subite. Nessuno avrebbe mai pensato che il vero assassino sarebbe stato ancora in libertà…. e credetemi, che come l’ Avvocato Joe Spark, l’investigatore risulta essere il lettore stesso, un investigatore che più va avanti a leggere il romanzo, più si rende conto di quanto la verità che presume di aver scoperto, non sia per niente la realtà dei fatti.

L’omicidio avvenuto nei confronti di Sandra Taylor presso la famosa area che circonda la torre di Seattle dello Space Needle, inizia a riprendere vita durante un incontro tra Joe e Robinson, un uomo anziano da comportamenti insoliti che da quando è rimasto vedovo, si dedica allo studio di tutti quei casi che lui ritiene irrisolti, vicende in cui il colpevole gli sembra essere la persona sbagliata. E così, il lettore insieme all’Avvocato Joe, si ritrova a costruire un puzzle fatto di mille pezzi seppure incastrati in modo sbagliato. Ogni volta che si avvina la verità, le indagini dell’Avvocato Spark vengono dirottate altrove, a causa di innumerevoli eventi che lo costringono a prendere una strada diversa.

La narrazione dell’Autrice non viene sviluppata mediante un “ordine cronologico” degli eventi, ed è proprio per questo che il lettore si ritrova smarrito nel riuscire a scoprire questa falsa bugia che è durata per ben trenta e lunghi anni.

L’alibi che utilizza la scrittrice per poter coinvolgere il lettore risulta essere il fulcro centrale attorno al quale ruota la trama del romanzo, una trama che si sviluppa tramite molteplici eventi che si intersecano tra di loro… e chi l’avrebbe mai detto, che una volta scoperto il vero nome dell’assassino, ci sarebbero stati altri mille pezzi del puzzle da dover ancora incastrare.

E quindi? Chi ha ucciso Sandra Taylor?
A voi la verità… La verità, è che il vero protagonista dell’opera è il lettore stesso, quel lettore che sfogliando pagine e pagine di questo romanzo, si ritrova ad analizzare indagini trascritte dall’autrice per poter scoprire il vero colpevole!

Che dire, l’eccezione conferma la regola! Ed è proprio per questo che do un bel 6 stelle su 5 a questo romanzo fottutamente geniale! Voto: sei stelle su cinque

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VENDETTA

TRAMA
Abbazia benedettina di Viboldone, luglio 2018. La violenta aggressione a suor Monica porta il commissario Marcella Randi indietro di circa settecento anni, attraverso la lettura di un manoscritto di quell’epoca. Tra le sue righe, forse, ci sono indizi e riferimenti per la cattura del malvivente. Quell’antico libro sembra essere il diario privato di un ricco possidente con la passione per le investigazioni. Il manoscritto, i cui eventi risalgono al XIV secolo, parla, attraverso la “voce” di quest’uomo, delle sue indagini, non ufficiali, su un caso molto complesso: due omicidi e una morte sospetta e tre croci d’oro con rubini incastonati, proprio come quella rubata a suor Monica, durante l’aggressione. Oltre ai fatti narrati, il libro è ricco di dettagli in merito alle interessanti, e talora moderne, considerazioni e metodi di quell’uomo di settecento anni fa. Al suo fianco c’è un altro personaggio di spicco, una donna… Gli eventi in esso narrati si svolgono nei pressi di Urbino, nel monastero di San Pietro in Cagli e nelle zone del contado circostante, sotto l’allora giurisdizione dei duchi di Montefeltro. La risoluzione del caso porta Marcella Randi a considerare come davvero, fin troppo spesso, fatti e persone non sono quello che sembrano.

Scrittore, Giancarlo Bosini – Milano
Un giallo insolito, in cui intrighi e depistaggi sono il comune denominatore di un’avvincente storia di misteri che, affondando le loro radici in un remoto passato, riemergono sorprendentemente ai giorni nostri.
Una trama che si sviluppa su due differenti piani temporali, dove la parte medioevale ha il sopravvento, dando inizialmente la sensazione di scorrere le pagine di un poliziesco storico con caratteristiche che lo rendono quasi atemporale. Sì, perché i fatti e soprattutto i personaggi descritti potrebbero ben collocarsi in una qualsiasi epoca, primi fra tutti i due protagonisti, le cui personalità risultano molto ben delineate: Messer Bernardo da Rogoredo, un cavaliere con doti da moderno investigatore e conoscenze da anatomopatologo, e la badessa Cecilia, che mostra capacità e talenti tali da rendere il personaggio plausibile in ogni epoca.
Questa parte, accattivante e coinvolgente, dalle belle ambientazioni e ricca di colpi di scena, si alterna, intersecandosi, con i tempi odierni, dove il commissario Marcella Randi dovrà cercare di dare un senso agli eventi narrati in un antico manoscritto, per venire a capo di una serie di avvenimenti delittuosi in cui viene a trovarsi coinvolta con un’indagine ufficiosa e personale. Anche se alcuni aspetti possono sembrare eccessivi, la realtà ci insegna che l’improbabile è comunque possibile.
Sorprendente la conclusione, forse parzialmente intuibile, in cui emergono i legami tra i vari personaggi del presente e quelli del passato, con un ultimo ennesimo colpo di scena quando tutto sembra oramai chiarito.
Qualche piccolo anacronismo nella parte medioevale, ma sicuramente non rilevante ai fini del risultato. Un libro che ci mostra quanto Marcella Nardi sia un’ottima scrittrice e Marcella Randi un acuto commissario.
Magazine online “IL FONT“.

“Vendette giuste non ne esistono”: con questa considerazione che risale a Miguel de Cervantes Marcella Nardi introduce il lettore ai fatti che si snoderanno rapidi nel suo romanzo, lasciando dunque intendere che in fondo nessuno ha diritto di esigere vendetta, ma solo giustizia, sebbene ciò sia assai difficile.

Machiavelli sosteneva nel suo trattato di politica che l’uomo è per sua natura malvagio, motivo per cui non ci si può aspettare da lui gesti nobili, motivati da elevati sentimenti, quanto piuttosto azioni forti che lo soddisfino nel profondo del suo animo, indipendentemente dal valore morale che esse possano avere.

I protagonisti di questo romanzo non si discostano dal modello machiavellico, che vivano nel presente o che siano soltanto una lontana ombra del passato, capace però di condizionare chi vive nell’oggi. I luoghi prescelti per l’ambientazione da Marcella Nardi sono dei monasteri, ove vivono comunità di suore che dovrebbero dedicare la loro vita al Signore e alle buone azioni: dovrebbero, perché nella realtà narrata non è esattamente così. La vicenda prende le mosse da un fatto molto insolito, l’aggressione apparentemente ingiustificata di una suora, suor Monica, all’interno dell’antica abbazia di Viboldone, tuttora esistente in territorio lombardo.

La badessa, suor Rosa Maria Del Gaudio, contatta Marcella Randi in nome di un’antica amicizia nata sui banchi del liceo più di trent’anni prima, quando nessuna delle due ragazze immaginava concretamente il suo futuro, pur avendone già sentore.

Benchè il caso sia stato dichiarato chiuso, la badessa confida a Marcella di volere altre indagini, anche se non ufficiali, perché la vicenda di sorella Monica ha dei precedenti se non altro curiosi. La donna, infatti, quando scelse il convento portò con sé un manoscritto della metà del Quattrocento recante la storia dei suoi antenati e una croce d’oro con dei rubini incastonati, che le fu concesso di tenere sotto le vesti monacali.

A seguito dell’aggressione, il monile è stato rubato, dopo che la proprietaria è stata tramortita in modo tale da provocarle un’emorragia cerebrale. Oltre a ciò, è importante il fatto che suor Monica si occupa della biblioteca del convento, consultabile anche da persone esterne, e che proprio alla biblioteca ha donato l’antica pergamena con le notizie sui suoi antenati, che sarebbero stati ingiustamente ridotti in povertà con la sottrazione delle loro terre.

Marcella Nardi ha regalato alla sua omonima un sesto senso per l’investigazione e una curiosità innata, che in questo frangente la induce a promettere a suor Rosa Maria di aiutarla in tutti i modi possibili, sebbene ciò sia un po’ fuori dal protocollo.

Per sapere cosa sia accaduto nel presente, chiede di poter leggere l’antico documento, per cercare indizi che la portino a mettere con le spalle al muro l’aggressore (e ladro) colpevole del furto. A questo punto, Marcella Nardi lascia il presente, l’estate del 2018, per ritornare a settecento anni prima, alle vicende che interessarono il monastero di San Pietro in Cagli, nell’anno del Signore 1342.

Marcella Nardi e Marcella Randi, un tuffo nel Medioevo

Il Commissario si appresta dunque a immergersi nei fatti raccontati da Bernardo da Rogoredo, figlio di un podestà cresciuto nelle Fiandre e ritornato in Italia per gestire i suoi possedimenti. E’ lui a narrare in prima persona i fatti avvenuti in quell’anno, con dovizia di particolari e ampie descrizione relative al tempo in cui si svolsero i fatti lontani. Il monastero era stato investito da un atto brutale, l’omicidio di una suora presumibilmente stuprata prima che le venisse tagliata la gola. Messer Bernardo, recatosi al monastero, offre alla badessa Cecilia il suo aiuto per capire cosa sia successo, per cui viene accolto con entusiasmo e viene a conoscenza della storia della vittima, sorella Maria. Purtroppo, prima che si sia potuto in qualsivoglia modo giungere a qualche conclusione, un’altra morte violenta coinvolge il monastero, quella di Guendalina, una giovane postulante che sembrava aver trovato in suor Maria un affetto sincero. In un frangente così drammatico messer Bernardo viene a conoscenza di una terza morte, quella di Isabella, sorella di Maria, deceduta in seguito ad una caduta da cavallo.

In un mondo che avrebbe dovuto essere popolato di sole donne, animate da fede e letizia, è entrato qualcuno, presumibilmente un uomo, che ha sconvolto i pensieri, ribaltato i ruoli e contribuito a spargere tanto, troppo sangue.

Comprendere i meccanismi che hanno generato il dramma non è impresa facile, perché si intrecciano storie di matrimoni rifiutati, di terre sottratte con l’inganno, di donne che nascondono verità inconfessabili, di nobili incapaci di affetti sinceri e interessati solo a se stessi e ai loro  averi.

Bernardo, a cui Marcella Nardi non ha lesinato le doti di arguzia e prontezza, con l’aiuto di madre Cecilia riesce a ricomporre il quadro generale e ad assegnare a ciascuno il suo ruolo, il che dimostra come nessuno sia mai ciò che appare, ma celi dentro di sé una verità che spesso si rivela come tale solo dopo la morte. E’ proprio la lettura del manoscritto, all’interno del quale si parla di ben tre croci d’oro con dei rubini incastonati, a portare il Commissario Randi sulla strada della verità.

Sono passati settecento anni, il mondo è radicalmente cambiato, ma le passioni buone o malvagie che agitano l’animo umano sono sempre le stesse, l’amore, il denaro e il desiderio di vendetta.

“Nessuno è chi dice di essere”: in base a questa incredibile considerazione le azioni del presente vengono lette nel giusto modo e anche in questo occasione  ogni azione trova la sua giustificazione, facendo in modo che il caso possa dirsi finalmente risolto.

Quello che Marcella Nardi ci lascia giunti al termine della lettura è un’amara considerazione: tutti, chi più chi meno, sentono dentro di sé il desiderio della vendetta, che talora li porta, se messa in atto, a dover fare delle rinunce, che pesano meno se si è raggiunto lo scopo iniziale. A volte, però, è il tempo a rimettere ordine nei casi umani, un tempo che può essere lungo anche settecento anni.

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Oltre i Limiti della Passione… Quando il desiderio travolge la ragione

TRAMA
Un travolgente romance/erotico. Per chi già la conosce, ecco una giovane Marcella Randi, una donna che nel privato è sensuale, passionale e, sotto le lenzuola, ama la trasgressione… Marcella Randi, che non è ancora un poliziotto, ci appare timorosa e spregiudicata al tempo stesso. Ha scoperto un suo lato oscuro: il piacere di sentirsi posseduta e di stimolare i desideri più sfrenati del suo amante. Nella precedente indagine del commissario Marcella Randi, “L’apparenza inganna… omicidi all’ombra della Madonnina” (quarto romanzo della serie), due brutali omicidi sconvolgono la Milano bene a distanza di tre giorni: Roberto Sala, imprenditore edile, e Gianni Bergamaschi, noto avvocato penalista. Questo caso riapre una vecchia ferita nel cuore del commissario Randi: Gianni Bergamaschi è stato un suo amante, un uomo dai mille volti e dalla personalità intrigante. È stato un amore intenso, travolgente e trasgressivo, che l’ha segnata nel profondo. “Oltre i limiti della passione” narra la loro storia.

Blog RomanceNonStop, recensione di Alessia Toscano

IL PARERE DI ALESSIA TOSCANO:

“Oltre i limiti della passione” è il quinto romanzo della serie “Le indagini del commissario Marcella Randi”.

Il cognome della protagonista è l’anagramma di quello dell’autrice. Marcella Randi appare una donna ironica, pungente e intelligente, è un commissario della Omicidi presso la Squadra Mobile di Milano. Mi è sembrata passionale e sensuale… Nell’indagine svolta nel romanzo precedente si occupa degli omicidi di un imprenditore edile, Roberto Sala, e di un famoso avvocato penalista, Gianni Bergamaschi.

Questo libro si apre ai giorni attuali, quando un episodio casuale riporta alla mente di Marcella la storia che, molti anni prima, aveva intrecciato proprio col Dott. Bergamaschi. E allora ripercorriamo insieme a lei proprio i suoi ricordi, in modo vibrante ed emozionale. Un romanzo strano, in quanto già si sa di cosa si parlerà, il racconto di una storia d’amore e di una passione che divora e avvampa da dentro. Qualcosa che non si può contrastare. Oppure sì, ma solo se ce ne fosse la volontà. Si tratta di un amore totalizzante, trasgressivo, travolgente e intenso. Quasi un diario degli anni in cui ha vissuto l’esperienza che l’ha portata a essere quella che è ora. Le ferite si aprono e si chiudono… ma probabilmente non guariscono mai del tutto, il tempo non cancella, semplicemente sposta, o smussa… ma tutto rimane ben presente nell’animo.

Lo stile dell’autrice è davvero intimo e avvolgente, diretto, genuino e semplice. Semplice non vuole dire banale, ma significa non costruito, anzi ho trovato molto particolare e scorrevole la sua narrazione. Sono riuscita a sentire empaticamente tutte le sensazioni che provava Marcella, allora praticante nello studio dell’avvocato, uomo potente dai mille volti, intrigante ed enigmatico. Lui le ha insegnato a seguire i suoi istinti, a lasciarsi andare… Lei ha conosciuto una nuova sé stessa, che non aveva mai incontrato fino ad allora. Si scopre eroticamente diversa, non capisce come possa provare piacere a essere posseduta nel modo in cui lo fa Gianni, si sente potente stimolando i desideri passionali del suo amante.

Ma lei non sapeva di essere così… spregiudicata. Eppure…

Essendo un romance/erotico, ci sono delle esplicite scene sensuali, descritte in modo coinvolgente, elegante e reale, sono necessarie per capire tutta la storia fino in fondo.

Nonostante si tratti “semplicemente” della narrazione di un ricordo, l’ho trovato avvincente. Mi è piaciuta moltissimo la protagonista, la costruzione e caratterizzazione. Si percepisce bene la sua personalità. In realtà ho conosciuto lei da giovane e ho intuito dal prologo e dall’epilogo come possa essere ai giorni attuali, trasformandosi da ragazza praticante a donna detective. Ho assistito alla presa di coscienza della sua forza e della consapevolezza del valore che si attribuisce come donna e persona. Mi sono incuriosita rispetto ai romanzi precedenti, dove sicuramente Marcella Randi farà scintille nel lavoro e nella sfera privata.

L’autrice è stata molto brava nel descrivere gli stati d’animo e nel presentare tutte le sfaccettature e sfumature della mente e dell’anima della protagonista. Complimenti alle due “Marcelle” di questa serie.